Capoluogo · borgo collinare
Cartoceto
Il capoluogo è arroccato sulla cresta di un colle che domina la valle del Metauro, a 235 metri di altitudine. Conserva la planimetria medievale a spina di pesce, con stretti vicoli e gradinate che seguono i pendii. Un centro di sprone facilmente difendibile, sviluppatosi soprattutto in epoca tardo-medievale grazie alla posizione strategica e alla fertilità del suolo.
Quota
235 m s.l.m.
Distanza dal mare
~15 km
Toponimo dialettale
Cartucét
Dialetto
Gallo-piceno
Origini
Il nucleo originario probabilmente si formò ai tempi della guerra greco-gotica (535-554), quando le alture della valle divennero rifugio per le popolazioni della pianura devastata dal conflitto. Già in epoca romana l'area ospitava ville agricole, luoghi sacri e necropoli lungo la via consolare Flaminia.
Il borgo medievale
Tra il XII e il XIII secolo Cartoceto era una realtà consolidata. Profondamente legata a Fano — di cui rappresentava la principale roccaforte sul versante settentrionale del Metauro — nel 1343 passò sotto Galeotto Malatesta che vi edificò una rocca sul punto più alto del castello. Dalla fine del XIII secolo i documenti attestano una produzione olearia massiccia.
Piazze e palazzi
Piazza Garibaldi, l'antica piazza del mercato, è dominata dal Palazzo del Popolo di origine trecentesca con la torre dell'orologio. Da qui un arco — un tempo provvisto di ponte levatoio — segna l'antico ingresso al castello. All'interno delle mura il neoclassico Palazzo Marcolini e Piazza Marconi, soprannominata "la Turchia" perché era da qui che gli abitanti avvistavano le incursioni ottomane lungo la costa.
L'olio è la vocazione
L'olio è qui dal 1178: i primi documenti che parlano di accordi sulla produzione di olive risalgono a quell'anno. Cartoceto fa parte dell'associazione nazionale Città dell'Olio, e il borgo ospita ogni novembre il Cartoceto DOP Festival, erede della Mostra Mercato dell'Olio nata nel 1977.
Le altre realtà